Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 1° giugno 2026, l’Italia completa il processo di recepimento della Direttiva (UE) 2023/970, introducendo un sistema organico di regole volto a rafforzare il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne attraverso la trasparenza retributiva.
Il provvedimento introduce un impianto normativo articolato, destinato ad incidere in modo significativo su:
- processi di selezione,
- sistemi di inquadramento e classificazione,
- politiche retributive,
- flussi informativi interni.
Tra gli interventi più immediati, rilevano le nuove regole applicabili alla fase preassuntiva:
- obbligo di indicare la retribuzione iniziale o la relativa fascia negli annunci;
- divieto di richiedere informazioni sulla storia retributiva del candidato;
- necessità di garantire neutralità di genere negli annunci e nei criteri di selezione.
Vengono poi introdotti nuovi diritti di informazione per i lavoratori, i quali potranno avere accesso ai livelli retributivi medi e ai criteri utilizzati per determinare la retribuzione e la progressione economica.
Il decreto introduce poi meccanismi di monitoraggio sistematico del divario retributivo di genere, con obblighi di reportistica differenziati in funzione della dimensione aziendale.
Particolarmente rilevante è l’obbligo di attivare misure correttive, inclusa la valutazione congiunta con le rappresentanze dei lavoratori, in presenza di una differenza del livello retributivo medio tra lavoratori di sesso femminile e lavoratori di sesso maschile pari ad almeno il 5 %.
Con il nuovo sistema di regole la trasparenza retributiva si configura come un tema di governance e compliance strategica, con impatti trasversali su HR e organizzazione aziendale.
The content of this article is intended to provide a general guide to the subject matter. Specialist advice should be sought about your specific circumstances.
[View Source]